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Quando partecipai per la prima volta ad una conferenza di Margherita Hack ero curiosamente appassionata di cieli, di stelle e di libero pensiero.
Era il 2010 e al Festival della Letteratura di Mantova arrivai trafelata ed emozionata.
Piazza Castello accolse Margherita Hack con un applauso che rivelava affetto e ammirazione. 
La conduzione dell’evento era affidata a Federico Taddia e le risposte della Hack apparivano così semplici nella loro complessità: il cielo è azzurro perché l’atmosfera diffonde la luce emessa dal sole e la radiazione più diffusa è quella celeste; le stelle brillano perché sono centrali di energia nucleare; la luce impiega otto minuti a raggiungere la Terra partendo dal Sole; il bosone di Higgs? “Noi scienziati mettiamo le particelle da una parte, altre particelle dall’altra e boom, si scontrano e noi guardiamo cosa c’è dentro”. 

Con questa simpatia e questa leggerezza, si parlò anche di Apofis il distruttore, un asteroide di discrete dimensioni che potrebbe impattare la Terra nel 2036. 
La Hack ci assicurò che erano già in atto le misure di difesa e sorrise al pensiero che con ogni probabilità non se ne sarebbe dovuta occupare.

Aveva ragione.

Una vita con il naso all’insù

Nata a Firenze nel 1922, Margherita Hack è morta nel 2013 e sì, l’asteroide che impatterà la Terra nel 2036 non è una questione che più la riguarda.

“Fulgida figura di astrofisica, donna di granitica fattura, autonoma, indipendente, incarnazione del libero pensatore, così la descrive la giornalista Maria Luisa Agnese, ciò che sorprende a guardare la sua bibliografia è la semplicità e l’immediatezza con cui si approccia alla scienza, alla vita, alla religione, al vegetarianesimo e alla bicicletta con lo stesso peso.

FORMAZIONE E LIBERO PENSIERO

Oltre che grande scienziata e prima donna direttrice di un osservatorio astronomico nel nostro Paese, Margherita Hack fu più di tutto una libera pensatrice.

Margherita Hack

Il suo pensiero libero si formò, innanzitutto, tra le mura domestiche.
I genitori della Hack (padre protestante e madre cattolica) abbandonarono presto le loro rispettive religioni per cercare una riflessione di più ampio respiro tra le braccia della società teosofica di Firenze.
Non religione, quindi, bensì filosofia, orientale e più vicina al buddismo sebbene la Hack prese presto la via di un rigoroso ateismo senza seguirli nell’eclettismo religioso della teosofia.
Questa apertura mentale nei primi anni del ‘900 non era certo diffusa ma fu una manna dal cielo per la Hack che non si vide imporre dai genitori un pensiero dogmatico sviluppando di fatto il suo libero pensiero.

Dopo gli studi classici e avventure sportive che la porteranno ad avere buoni successi nell’atletica, frequentò la facoltà di Fisica a Firenze laurandosi nel 1945, a guerra conclusa. Durante la stesura della tesi cominciò ad occuparsi della spettroscopia delle stelle, campo di studi interno all’astronomia che continuò a studiare, insieme alla radioastronomia, per tutta la vita.

Cominciò ad insegnare all’università inaugurando una lunga carriera di divulgatrice. 
Per dieci anni girò le università di mezzo mondo finché, nel 1964, ottenne la cattedra di astronomia a Trieste e le chiavi dell’Osservatorio astronomico, che rimase sotto la sua direzione per quasi trent’anni trasformandosi da cenerentola d’Italia a istituzione di riferimento a livello internazionale.

DIRITTI CIVILI

Ciclista convinta, atleta di salto in alto in giovinezza, vegetariana e ambientalista, fu impegnata in politica ed in prima linea per difendere con passione le sue opinioni in molte battaglie civili, come quella a favore dell’eutanasia, che ha da sempre appoggiato perché, diceva, “la vita e la morte appartengono all’uomo e non a Dio” (si parla tanto di eutanasia in questo momento grazie alla raccolta firme per il referendum, a questo link un approfondimento). 

8558 HACK

Nello spazio c’è un asteroide che porta il suo nome. Scoperto per la prima volta nel 1995, è stato chiamato ‘8558 Hack’: è un corpo celeste collocato nello spazio tra le orbite di Marte e Giove. Sono stati i due scopritori, Andrea Boattini e Luciano Tesi dell’Osservatorio astronomico di San Marcello Pistoiese ad intitolarlo a Margherita Hack.

2021 – La corsa allo spazio

Chissà cosa direbbe Margherita Hack in merito alle recenti evoluzioni dei viaggi spaziali turistici di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e di Blue Origin, di Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, e di Richard Branson, fondatore del Virgin Group che comprende oltre 400 società tra cui Virgin Galactic.

Il mese di luglio 2021 infatti passerà alla storia come l’inizio dell’era dei voli turistici suborbitali. 

Sia Branson che Bezos hanno impiegato anni per raggiungere il risultato di portare turisti nello spazio ed è interessante ricordare che questo nuovo settore turistico spaziale affonda le sue radici in una sfida lanciata nel 1996 da X Prize, organizzazione senza scopo di lucro che aveva messo in palio 10 milioni di dollari per chi, al di fuori delle agenzie spaziali, fosse riuscito a costruire un veicolo spaziale riutilizzabile, in grado di portare uno o più passeggeri a 100 km di altezza.
La corsa adesso non è a chi vada più in alto, ma a chi superi la linea di Karman, un confine immaginario posto giusto a 100 km di altezza, che divide l’atmosfera dallo spazio esterno. Tecnicamente si possono definire astronauti solo coloro che abbiano oltrepassato la linea di Karman per due volte a distanza di non più di due settimana l’una dall’altra.
Il viaggio spaziale commerciale ad oggi consiste quindi nel terminare la fase di ascesa raggiungendo l’obiettivo, regalando ai passeggeri quattro minuti di caduta libera durante i quali possono fluttuare nell’abitacolo.
A quel punto si devono riallacciare le cinture per la discesa.

All’appello manca (per adesso) soltanto Elon Musk, che ha però dichiarato che la sua SpaceX ha intenzione di offrire un pacchetto commerciale di cinque giorni di volo orbitale a bordo della Crew Dragon 2 già entro la fine del 2021.

Non sappiamo cosa ne penserebbe Margherita Hack di questi plurimiliardari che per puro divertimento (e interessi economici) portano ricchi annoiati ad inquinare tra 50 e 100 volte di più rispetto alle 1-3 tonnellate di anidride carbonica stimate per ogni passeggero di un volo a lungo raggio (fonte Wired.)

Mi piace però immaginare che a chi gli chiedesse la sua opinione, risponderebbe con le parole scritte nel suo libro ‘C’e’ qualcuno la’ fuori?”: gli alieni esistono ma gli UFO sono bischerate.

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