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Make-up sempre più inclusivo, genderless, con tante proposte per tutti i colori di pelle e orientato a valorizzare l’unicità. Spazio alla libertà e alla creatività.

Il Make-up è senza genere.

Se ci pensiamo bene, non è una novità. Basta pensare agli antichi egizi con il kajal, forse il cosmetico più antico del mondo, passando attraverso la cipria bianca per lui e per lei in epoca elisabettiana. La pelle bianca infatti era un simbolo di nobiltà, in contrapposizione alle pelli scure dei servitori.

Evolvendosi a partire dagli anni ’30, con i primi divi di Hollywood ed attraversando le varie decadi ed i vari stili, è diventato, negli anni ’70 e ’80, elemento caratteristico di artisti e rocker.

Passando attraverso la cultura pop, il make up è arrivato fino a i giorni nostri dove ha acquisito nuova fluidità e quotidianità.

Passando attraverso i secoli, tra minimalismi ed eccentricità, il mondo della cosmesi si è sempre intrecciato a quello del costume e della moda diventando, in ogni occasione, espressione di stile e personalità.

Autenticità e Naturalezza

Negli ultimi anni abbiamo assistito al passaggio da un make-up molto appariscente e concentrato sulla copertura dei difetti ad uno più leggero e rispettoso delle peculiarità della persona.

Questo è stato possibile grazie ad un cambiamento di mentalità e di concezione della bellezza: ci siamo spostati dai legami dell’omologazione e dell’uniformità alla sensazione di libertà della valorizzazione dell’unicità della persona, pur con tutti i suoi difetti.

Le star e le influencer sono state tra le prime a cavalcare questa tendenza di naturalezza ed autenticità.

I prodotti di cosmesi si sono adattati unendosi a soluzioni di skincare, più rispettose della pelle, e proponendo finish leggeri e naturali.

Il cerone, a meno che non vogliate calcare il tappeto rosso e cimentarvi nella tecnica a strati del baking, è decisamente passato di moda.

Foto di Maria Orlova

Un make-up inclusivo parte dal tappo

Il primo passo che facciamo, quando ci trucchiamo, è appunto aprire la confezione e, se tanto è stato fatto per ampliare la proposta di prodotti e colori, non può dirsi lo stesso nell’ambito del design delle confezioni.

Per una persona con disabilità svitare il tappo della crema o utilizzare lo scovolino del mascara può essere un’impresa tutt’altro che semplice. Qualche brand famoso ci ha pensato e qualche persona invece ha creato i propri prodotti per offrire una soluzione al problema.

Olay, in Italia Olaz, di Procter&Gamble, ha ideato il primo tappo per le sue creme che può essere aperto comodamente perché più facile da impugnare, dotato di due alette laterali per evitare che scivoli e con l’etichetta scritta in Braille per persone cieche ed ipovedenti. Si può acquistare on line qui.

Le make up artist Veronica Lorenz e Terry Briant hanno invece creato dei cosmetici che potessero rendere più semplice l’applicazione: sono nati quindi The Vamp Stand e  Guide Beauty La prima propone eye liner a stampo molto comodi da utilizzare, mentre la seconda offre tutta una serie di prodotti per il trucco degli occhi con applicatori dall’impugnatura facilitata.

Molto interessante anche il progetto bolognese Make your smile up: un laboratorio di discussione sulla bellezza e la cura del proprio corpo in presenza di una disabilità. Un’occasione per confrontarsi, con l’aiuto di make up artist professionisti, sui temi della cura della pelle e la valorizzazione di se stessi attraverso il make up, scegliendo quello più adatto alle diverse esigenze e desideri.

Inclusività nei colori

Il primo brand che fece la rivoluzione nel settore della cosmesi per la proposta di colore è stato Fenty Beauty by Rihanna. Lanciato nel 2017, offrì ben 40 sfumature diverse per il suo fondotinta (che ora sono diventate 50) e 50 per il correttore. Inoltre, i suoi cosmetici sono molto versatili e lasciano libero sfogo alla creatività.

Dopo di lei, molti antri brand hanno aperto gli occhi e si sono adeguati alle esigenze delle clienti, ponendo fine all’egemonia della pelle chiara a discapito degli altri incarnati.

Lancôme, grazie anche alle tecnologie digitali di analisi dell’immagine, ha ideato shade finder per trovare toni e sottotoni presenti nella pelle della persona e trovare la sfumatura più adatta di colore da scegliere tra le 45 proposte per il fondotinta.

Il brand più inclusivo di tutti, almeno per quanto riguarda l’offerta di colori per il fondotinta è forse Mac Cosmetics che per il suo Studio Fix Fluid offre ben 60 diverse tonalità.

Foto di Adrienne Andersen

Inclusività nell’offerta

Il concetto di unisex, nel mondo dei prodotti di bellezza è stato introdotto da un profumo, il famosissimo CK One di Calvin Klein. Seguirono poi la linea “Le Male. Tout Beau Tout Propre” di Jean Paul Gaultier nel 2005 con prodotti di bellezza e toilette (ormai introvabile) e nel 2018, la linea “Boy de Chanel” che comprende smalto, matita per occhi, correttore e fondotinta.

Ampliamento di vedute anche nel mondo del beauty di lusso dove sono molte le celebrities che hanno prestato il loro volto ai noti marchi della moda come Achille Lauro, ambassador per Gucci Beauty e Damiano dei Måneskin per YSL Beauté.

Altri invece si sono lanciato nel processo produttivo come Fedez con la sua linea di smalti “NooN Layla By Fedez” (smalto un tempo simbolo del look dark e da rockstar) e Harry Styles con il suo brand “Pleasing” che comprende smalti e prodotti di skincare.

Foto di cottonbro
Cosmetici
Foto di MART PRODUCTION
Foto di Monstera

Inclusività nei brand

Qui si possono trovare i nomi di alcuni brand che hanno fatto dello genderless e dell’inclusività il loro vessillo, offrendo massima libertà e creatività nella scelta di prodotti, colori e texture.

Nyxcosmetics che abbiamo già incontrato in passato (trovi l’articolo qui): colore, divertimento con prodotti professionali, anche vegani, per esprimere la propria personalità, dal look più naturale a quello più stravagante.

WeareFluide: nata a Brooklyn, dall’allure glamour e scintillante, vanta un vasto assortimento di cosmetici dal nome “Universal” proprio a sottolinearne l’inclusività. Inoltre, sostiene le organizzazioni che supportano la comunità LGBTQ+, donando una parte delle vendite.

Huda Beauty: empowerment e inclusività sono le keyword di questo brand con un’offerta ampissima di prodotti per il make up, lo skincare ed accessori vari.

Superfluid: prodotti per il corpo e per il viso creati ascoltando la community e rispondendo alle loro esigenze; prodotti cruelty free, vegani, semplici da usare e senza parabeni. Per tutte le pelli e tutti i generi.

Le beauty influencer

Questa rivoluzione, parte se vogliamo dal basso, ascoltando le richieste delle community e delle influencer che se no sono fatte portavoce.

Qui incontriamo solo tre nomi ma il panorama, sia italiano che internazionale, è veramente molto ampio.

Loretta Grace, con il suo profilo @Grace on the Dash, è una cantante, attrice e content creator oltre che beauty influencer. Da sempre paladina dell’inclusività, nei suoi video oltre a testare i prodotti per vedere quanto sono realmente adatti alle pelli scure, affronta argomenti sulla discriminazione di genere e di razza.

Madison Lawson, conosciuta su Instagram come @wheelchairbarbie, è scrittrice, giornalista e blogger. Affetta da due forme di distrofia muscolare, si è sempre battuta per il superamento delle barriere architettoniche e dei limiti presenti anche nel mondo della cosmesi: “Il potenziale di mercato è vasto, – ma i principali marchi sono ancora insensibili”.

Aya Mohamed, conosciuta con il nome di @milanpyramid, giovanissima fashion blogger ed attivista musulmana, fornisce anche consigli di bellezza e skincare unendoli alle riflessioni molto profonde su parità, integrazione e libertà.

Ed ora, non perdiamo altro tempo, anche se fa caldissimo…Truccati, usciamo!

Copertina: Foto di Anna Shvets
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