In Garfagnana esiste un posto ad un tempo presidio culturale e fiabesco locus amoenus. Come è nato, cosa rappresenta e chi lo anima, è raccontato nel libro “La libreria sulla collina” di Alba Donati.

E’ la stessa Donati ad aver dato vita a questo luogo, un cottage letterario nel suggestivo contesto delle Alpi Apuane. Ma andiamo con ordine:

vi racconto la storia della “Libreria sopra la Penna”.

Lucignana è un borgo di 180 anime a 448 metri sul mare nel comune di Coreglia Antelminelli in Garfagnana. E’ il 2020 quando Alba Donati, Presidentessa del Gabinetto Vieusseux, poetessa e scrittrice, decide di tentare l’epica impresa: aprire una libreria, per contribuire alla rinascita del paese.

LA “LIBRERIA SOPRA LA PENNA”

La “Libreria sopra la Penna” è una piccola libreria indipendente, la cui storia è narrata in questo diario-memoir che abbraccia sei mesi, da Gennaio a Giugno 2021. Da “casetta di legno” di 5 mq, è diventata molto di più di un semplice punto panoramico: è un presidio culturale, il 181esimo abitante di Lucignana.

Mi ricordo come se fosse adesso quella notte di aprile di due anni fa. L’inizio di tutto. Sulla destra il mio iPad, su Facebook, compare una parolina magica: crowdfounding […]. Titolo: Aprire una libreria in un piccolo borgo (Lucignana).

Basterebbero anche solo cinque euro per ogni amico di Facebook per realizzare un sogno: contaminare con la passione dei libri un paese piccolo che non ha nemmeno una scuola (…). Aprire a Lucignana, a una manciata di chilometri dalla Garfagnana, una piccola libreria, magari con una casetta di legno aperta sei mesi l’anno e dove i bambini, e anche gli adulti, possano scegliere il proprio libro e affezionarsi a quel posto un po’ magico da dove si vedono i tramonti sulle Apuane”.

Alba Donati alla Libreria sopra la Penna. Foto dalla pagina Facebook della libreria.

All’inizio del libro siamo un po’ spiazzati dalla carrellata di nomi, di luoghi e citazioni letterarie. In un secondo momento, la scrittura immersiva, tipica del diario, ci porta sempre più in profondità: i personaggi prendono vita, diventano i nostri vicini di casa, i nostri amici, le persone che incontriamo per strada. Alba Donati trasforma la storia della libreria nella storia di una comunità, una sorta di “Antologia di Spoon river” di Lucignana: c’è Mike, Alessandra, Tessa, e tanti altri coprotagonisti che scoprirete pian piano.

Ho riletto, a libro concluso, la prima pagina del testo, ed ho sentito ciò che si prova nel riguardare una nostra foto da piccoli: nostalgia, dolcezza, riconciliazione.

UN META-LIBRO TRA DIARIO E MEMOIR

“La libreria sulla collina” è una meta-narrazione. Alla fine di ogni capitoletto, c’è un paragrafo dal titolo “Ordini di oggi” da cui si può trarre ispirazione. Alba Donati definisce “un libro che parla di libri” come uno dei modi per emulare l’eternità. Un po’ come nei quadri di Escher, in cui la fine di una discesa è anche l’inizio di una risalita.

Sparse in tutto il testo ci sono tracce di autrici ed autori in forma di citazione o di ricordo ad accompagnare le riflessioni.

Prima fra tutte, la figura umana e letteraria di Virginia Woolf veglia sulla libreria e sui suoi lettori come una Fata madrina:

Non avevo mai voluto sapere nulla degli ultimi giorni di Virginia. Non volevo sapere i dettagli di come andava a finire. Il 28 marzo 1941, Leonard [Woolf] sulla riva del fiume Ouse vide il suo bastone. Lei era affondata. Lei era orizzontale. Le tasche riempite dei sassi del fiume. Prima aveva piantato il suo bastone a riva. Eretto. Io non posso ma voi continuate. E noi ci stiamo provando.

L’EREDITA’ CULTURALE DI VIRGINIA WOOLF

E’ proprio questa l’idea che rende ogni libreria indipendente non solo una attività commerciale ma un presidio di cultura. Un luogo da sostenere, promuovere, tutelare. Imbracciare il bastone di Virginia Woolf significa questo: farsi portatrici e portatori di ideali, farsi veicolo di intenti.

Sarebbe bello se per ogni grande catena ci fosse una “Libreria sopra la collina” pronta ad accogliere, a condividere. Questo non può esistere se non portando un cambiamento nelle nostre abitudini. Sappiamo infatti che non si può vivere di soli intenti; oltre al romanticismo che le circonda, ai luoghi comuni sul “cambiare vita”, le piccole attività come la “Libreria sopra la Penna” necessitano di tanto lavoro e sacrificio, di capacità di organizzazione, di visione, e di coraggio. Solo portando un cambiamento piccolo ma grande nelle nostre abitudini possiamo continuare a sentirci “a casa” quando varchiamo la soglia di questi luoghi. E se anche tu che stai leggendo ti chiedi ancora perché dovresti sostenere una libreria indipendente, una bottega di quartiere, un artigiano locale, il motivo è esattamente questo:

Fare la libraia oggi significa anche ingegnarsi per far tornare i conti, leggere di notte, pensare lo spazio come un rifugio e presidio culturale, raccogliere gli ordini a fine giornata come sassolini che indicano la strada”.

Il bastone di Virginia Woolf non può e non deve essere croce di pochi, ma diventare necessariamente emblema di tutta la comunità.

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16 thoughts on ““La libreria sulla collina” di Alba Donati”

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