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Ilaria: consulente sessuale, proprietaria di uno shop di sex toys, divulgatrice e attivista. Tanti ruoli che hanno un minimo comun denominatore: il piacere sessuale. Ti senti più a tuo agio in uno di questi ruoli? E perchè?

Sicuramente quello che amo fare di più è la sex toys advisor, comprendendo in questo ruolo anche e soprattutto la consulenza nel trovare il prodotto giusto per la persona giusta. Questo aspetto del mio lavoro si è molto accentuato con le consulenze online: quando incontravo le donne in gruppo dal vivo non avevo la possibilità di approfondire reali bisogni e necessità mentre adesso la consulenza è davvero “su misura”.

Un po’ consulente, un po’ psicologa.

Sicuramente la mia laurea in psicologia mi sta aiutando tanto nel mio lavoro. Sto studiando anche sessuologia clinica e questo contribuisce moltissimo alla mia formazione.

Mi ha molto colpita il tuo lavoro di divulgazione scientifica sul piacere sessuale e sull’autoerotismo, senza tabù e senza clichè, con un approccio molto scientifico. Tu che hai il termometro, in Italia a che punto siamo? È ancora un tabù parlare di autoerotismo?

Ho sempre parlato a persone prevalentemente over 35 ma lavorando sui social mi sono resa conto che c’è proprio una carenza generale in termini di educazione, tabù e pregiudizi. Purtroppo l’educazione sessuale risulta completamente assente nell’arco della vita di ognuno di noi: a scuola, in famiglia non si gettano le basi. Se qualche scuola illuminata affronta l’argomento, si parla di riproduzione a livello biologico, non si parla di piacere, di consenso ma il sesso è “coitocentrico”, atto solo alla riproduzione. Ma più poniamo invece l’educazione sessuale al centro più aumenta la consapevolezza e si abbassano i rischi di gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili.

Voglio parlare con te del linguaggio. Ti va di aiutarci a capire come riflettere su un linguaggio attento ai generi sessuali, al mondo scientifico che evolve, alla necessità di ampliare le maglie della sessualità dai modelli tradizionalmente imposti?

Nell’azienda in cui ho lavorato per anni come venditrice di sex toys, dicevamo di distruggere tabù ma a livello linguistico ne alzavamo. Ci è sempre stato chiesto di non utilizzare un linguaggio volgare, ma cosa vuol dire volgare? Rispetto ad esempio al termine clitoride, l’indicazione è quella di usare il femminile, per appropriazione di genere perché la clitoride la posseggono le donne. In realtà, utilizzare il femminile perché appartenente solo ad un genere sessuale è sbagliato (pensiamo alle persone in transizione o alla fluidità di genere). Poi la volgarità è contestuale: nel mio ruolo è importante adattarmi alla persona che ho davanti, mi allineo. Se utilizza termini comuni, anche volgari, è necessario allinearmi, non pormi su un piedistallo ma creare un clima di accoglienza e accettazione.

Sei molto impegnata sul fronte della divulgazione e dell’attivismo (i tuoi Sex in Shot sono sempre molto efficaci). Le donne ne hanno bisogno? Abbiamo accesso alle informazioni corrette?

C’è un estremo bisogno di divulgare le informazioni corrette sulla sessualità. I social sono diventati l’unica fonte di informazione soprattutto per le nuove generazioni. Non esistono fonti istituzionali e la divulgazione passa da Instagram. Mi è capitato di avere in consulenza persone “vergini” anche in là con l’età (la verginità è un concetto abusato, si pensa alla verginità quando non è mai stato compiuto un atto penetrativo ma allora una donna (cis) che fa sesso solo con altre donne (cis) rimarrà per sempre vergine?) e lavorare su più fronti quando è presente un disagio è sempre un consiglio che mi sento di dare. Come consulente sessuale non posso mettere in atto terapie sessuologiche. Posso sicuramente indirizzare una persona dagli specialisti più adatti (la psicologa, la ginecologa, l’andrologo) ma mi fermo l’attimo prima in cui hai bisogno di un confronto medico.

Ci sono donne in fasce d’età più a loro agio? Mi aspetto che le donne molto giovani siano più disinvolte mentre le donne più mature oppongano più resistenza. E noi millenials?

In realtà è una questione personale che non sembra dipendere affatto dall’età. Non ho un pubblico giovanissimo ma posso assicurarti che persone più in confidenza con i social sono abituate a confrontarsi con il “sex positive”, ovvero con l’idea di sentirsi a proprio agio con la sessualità. Insomma, l’idea con cui forse le nuove generazioni convivono è: trova la tua strada che è valida fino a quando c’è divertimento e consenso. Mentre hanno più consapevolezza sul consenso, noi millenials dobbiamo prima distruggere pregiudizi e tabù per poi ricostruire un nuovo approccio ad una sessualità più disinvolta.

Parliamo di sex toys e di quanto ha fatto Sex and The City per le donne!

Tantissimo! (ride, ndr) Nell’elaborato finale per diventare consulente sessuale in cui mi sono occupata di benessere sessuale e sex toys, ho condotto una ricerca da cui è emerso che dalla rivoluzione culturale e sessuale del ’68 un buon contributo allo sdoganamento dei sex toys è venuto proprio da Sex and The City!

Ed io che pensavo di porti una domanda un po’ frivola, mi ritrovo davanti addirittura ad una ricerca scientifica!

La scena in cui Samantha va a prendere il massaggiatore per il corpo, dove le dicono che è un massaggiatore per il collo e lei replica: Ma questo è un vibratore! ha aperto davvero alla cultura di massa la nascita delle prime magic wand (per approfondire, ecco un articolo, ndr). Nate come strumento medico per curare quella che veniva definita “isteria”, in realtà facevano raggiungere l’orgasmo alle donne, alleviando tensioni e aiutando quelle manifestazioni psicologiche riconducibili in era moderna ad ansia, attacchi di panico, irritabilità, depressione. Lo sappiamo, il piacere e la volontà femminile nel rapporto di una coppia del secolo scorso non era contemplato…

Scherzi a parte, hai aperto da poco il tuo e-shop, Wild Vibes. Ti va di raccontarci questa tua nuova avventura?

All’inizio doveva essere un sito dove poter promuovere le consulenze sessuologiche, gli eventi e gli incontri di persona ma il forte desiderio di creare un safe space inclusivo ha fatto in modo che decidessi poi di aggiungere anche l’e-commerce in cui poter acquistare autonomamente. È possibile acquistare tramite me o essere guidati attraverso una consulenza pre-acquisto.

Il vibratore è il decimo elettrodomestico presente nelle nostre case ed è nato prima del tostapane. Ricordiamocelo.

Conosciamo tutti i tuoi successi ma raramente sentiamo parlare di fallimenti. Pensiamo che facciano parte del percorso di ciascuno. Credi di voler condividere con noi qualcosa che poteva andare diversamente?

Ci sono stati due punti cruciali nella mia vita. Il primo è stato il dottorato di ricerca in psicologia; nel primo anno di dottorato ho subito mobbing, mandandomi all’estero in un momento in cui non ero pronta a lasciare l’Italia. Ho attraversato l’anno più brutto della mia vita nonostante dovesse essere il più bello. Volevo occuparmi di ricerca scientifica ma proprio durante questo momento mi sono avvicinata alla sessuologia e alla possibilità di parlare di sessualità da donna alle altre donne.

Il secondo momento che mi ha cambiato la vita è stata sicuramente la pandemia. Il lavoro come sex toys advisor è stato sempre un secondo lavoro per me. Gestivo infatti un B&B a Bologna e nei primi mesi del 2020 ne ho acquistato uno a Verona. Rogito il 4 marzo, lockdown il 9 marzo. Capirai il mio stato d’animo. Ma è questo momento che ha costituito una svolta: mi sono reinventata sui social. Ho spostato tutta la mia esperienza sulle piattaforme online, ho fatto i primi video terribili che però hanno iniziato ad avere un seguito. Da qui è venuta la mia voglia di crescere, di fare il corso di consulenza sessuale poi di sessuologia alimentare poi di sessuologia clinica e infine Wild Vibes.

The Next Step: il prossimo passo sarà?

Il mio e-shop nasce per colmare un gap che in Italia ancora non c’è: vorrei occuparmi non solo di persone cisgender (donne e uomini, gli uomini in particolare hanno bisogno non solo di rompere qualche tabù ma soprattutto di educarsi alla sessualità e di ricevere informazioni corrette, senza pregiudizi) ma vorrei riuscire a lavorare anche con persone transgender. Nel mondo ci sono pochissimi prodotti pensati per corpi di persone in transizione, purtroppo non si parla infatti molto di sessualità trans. I prodotti sono testati e studiati solo per corpi cisgender, le ricerche parlano di cosa preferiscono le donne da sole, le donne in coppia, gli uomini in coppia ecc. Nessuno però si è mai occupato fino ad ora di quali sex toys meglio si adattano a corpi in transizione. Sto portando avanti una ricerca con il prof. Prunas e Annalisa Anzani presso l’Università Bicocca di Milano per avere informazioni dirette dalle persone transgender per capire quali sex toys utilizzare per evitare disagi o problemi e provare piacere.

Noi siamo un po’ sognatrici…Un desiderio/sogno per il futuro?

Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui parlare di sessualità sia come scegliere il ristorante dove andare a mangiare il sabato sera. Sdoganare completamente tutto il castello costruito in anni e anni di patriarcato dovrebbe essere un obiettivo per raggiungere il benessere generale di una persona, attraverso la consapevolezza, la conoscenza e la rivendicazione del diritto al proprio corpo e al proprio piacere.

Il link allo shop di Ilaria: https://www.wildvibes.it/
I social dove seguirla: Facebook e Instagram.

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