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La mia storia d’amore e la mia relazione di coppia

In una relazione che sia di amicizia o d’amore, è sempre molto importante la lealtà, la sincerità, mettere le carte in tavola.
Più si è chiari fin dall’inizio più questa relazione avrà basi solide per continuare; anche se non c’è mai una certezza assoluta.

La Disabilità mi ha sempre insegnato la franchezza, il non nascondersi , prima di tutto verso me stessa poi nel tempo si impara a fare lo stesso verso gli altri , anche perché nel caso specifico della mia disabilità è evidente ed è da stupidi nascondersi dietro un dito.

L’amore durante la mia adolescenza

Se penso alla mia adolescenza ho provato a minimizzare la mia disabilità, camminando il meglio possibile, nascondendo tutti quei problemi per farla passare in secondo piano.
Tutto questo si verificava soprattutto in presenza di amici o se si volevano fare nuove conoscenze, il tutto perché si voleva essere accettati.
Il divario fra la cosi detta “normalità” e la tua disabilità si fa più evidente quando le tue amiche o compagne di scuola hanno i primi amori e tu per diversi motivi rimani al palo.
Arrivati a questo punto ci sono due strade: o lavori su te stessa accettando quella che sei o rimani ad osservare la vita altrui.
Ed io ho sempre cercato di vivere seguendo la prima ipotesi.
In questo mi ha aiutato la scuola, la stessa terapia, mi sono innamorata ma le prime cotte erano unilaterali cioè solo dalla mia parte.

L’incontro con Francesco

Quando ho incontrato quello che oggi è mio marito è stata una semplice amicizia.

Non mi aspettavo niente anche perché batoste precedenti mi avevano resa più guardinga e ho giocato subito la carta della sincerità .
Quello che nelle relazioni è un problema per tutti disabili o meno è mettere in chiaro ciò che si vuole una storia un’avventura o una relazione parte sempre dal conoscersi realmente e io questo ho fatto con Francesco .
La reazione delle persone è stata delle più varie chi ci incoraggiava, chi inneggiava alla favola o al miracolo, chi non si spiegava come mai un normodotato stesse con me.
Ecco perché sostengo che ogni relazione è un grande lavoro, non solo per chi la vive ma anche per non farti buttare giù dai vari pregiudizi.

Non è una passeggiata e non è una favola.
La disabilità è il problema minore per ciò che riguarda la mia storia perché come in tutte le coppie del mondo viviamo la nostra quotidianità.

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