La tempesta rumoreggia, avvicinandosi, con tuoni sempre più forti e fulmini sempre più vicini. Scoppia in uno scrosciare incessante, mentre Maria trema, un po’ per la paura un po’ per il freddo, all’interno della sua giacca da escursione. Ha perso di vista il sentiero, ritrovandosi in un vicolo cieco d’erba incolta e fiori bagnati. La nube l’ha colta di sorpresa e adesso è ovunque intorno a lei. Sente picchiettare sulla testa, è la gradine che si è unita alla danza dei cieli, insieme al vento e al suo sconforto. Gli alberi si piegano, le mucche cercano riparo, la valle è deserta. Procede a ritroso, cercando di non farsi prendere dal panico. Resisti – si ripete – è solo acqua, tra poco sarà tutto finito. Alza la testa, gli occhi sono appannati dalla pioggia, scruta la vegetazione e finalmente riesce a scorgere il sentiero, poco più su. Procede, rischia di scivolare più volte, il terreno è fangoso, in continua salita. Sta soffrendo, non ha più sensibilità alle mani, sono intrise d’acqua, fredde, dure, così come i piedi. Lei, irrigidita, ancora procede, non si perde d’animo; anche se qualche lacrima d’angoscia si confonde con le gocce piovane. Attraversa un bosco: gli alberi le regalano un po’ di riparo. Raggiunge il passo e osserva la nuova valle che ha di fronte. Non piove più, ma lei ha freddo, è stremata. Intravede una baita e si avvia veloce verso la sua luce di speranza: una piccola casetta in legno con un basamento di muratura in pietrame. Apre la porta e viene accolta dal travolgente sorriso di una signora dalle guance scarlatte. Vedendola infreddolita, la invita a sedersi vicino al caminetto, tornando poco dopo con una coperta, un tè nero bollente ed una fetta di dolce con un bricco, che sprigiona un intenso profumo di vaniglia. “Mi sono permessa di portarle una bevanda calda e qualcosa di nutriente: mi era rimasto solo dello Strudel, spero che per lei vada bene.” Maria annuisce e la ringrazia, quasi commossa.

Versa la salsa, cerca di raccogliere con la forchetta tutte le componenti e ne assapora il gusto: frolla fragrante, burrosa, le mele saporite, dolci, arricchite da uvetta e pinoli, con la salsa che porta armonia e golosità. Si lecca le labbra, rilassa le spalle, il freddo è passato; pensa di avere davanti lo Strudel migliore che abbia mai mangiato. Chiama la signora, ha voglia di fare due chiacchiere. Si complimenta e le chiede qualche informazione sul dolce.

“Ti ringrazio, cara, lo preparo sempre con amore, è il mio preferito. Ti racconterò la sua storia! Lo Strudel, stendardo della pasticceria dell’Alto Adige, ha origini lontane, sia nel tempo che nello spazio: siamo in Mesopotamia, VIII secolo a.C., un manoscritto descrive un dolce destinato alla corte assira, formato da sottili strati di sfoglia, farcito con miele e noci – simile ad una ricetta utilizzata anche dagli antichi Greci. Tuttavia, gli autentici antenati del nostro Strudel sono ritenuti essere i baclava, piccoli dolci turchi, arrotolati e imbevuti di miele e frutta secca. Infatti, intorno al 1500, il sultano turco Solimano I, diffuse la ricetta nei regni occupati, fra cui l’odierna Ungheria. Con la conquista dell’Ungheria da parte dell’Austria nel 1699, il dolce fece il suo ingresso trionfale a Vienna (e qui fu battezzato “strudel”, cioè vortice, in riferimento alla sua struttura), e fu inserito fra gli ingredienti un frutto tipico del territorio: la mela; da lì arrivò poi nelle Tre Venezie. Oggi lo Strudel dell’Alto Adige è tutelato con un apposito disciplinare che ne stabilisce gli ingredienti; ne esistono tuttavia numerose varianti, sia per contenuto che per tipologia di pasta. Nella sua preparazione possiamo utilizzare tre diversi impasti: la pasta matta, la pasta frolla e la pasta sfoglia. Io, personalmente, prediligo la versione con la pasta frolla: la sua consistenza lo rende più appetitoso ed appagante, come un caldo abbraccio.” 

APFELSTRUDEL (STRUDEL DI MELE)

Pasta matta:

  • 250gr di farina 1 (o farina manitoba per una maggiore elasticità)
  • 1 uovo
  • 100mL di acqua tiepida
  • 20 mL di olio d’oliva
  • 1 pizzico di sale

Ripieno:

  • 800gr di mele (Renette o Golden)
  • 80gr di uvetta
  • 80mL di Rum
  • 50gr di pinoli
  • 50gr di zucchero di canna
  • 1 limone (succo e scorza grattugiata)
  • 50gr di burro
  • 80gr di pangrattato
  • Cannella 

Per prima cosa dobbiamo setacciare la farina e mescolarla con il sale. Versiamola poi sulla spianatoia, facciamo un buchetto al centro e aggiungiamo l’uovo, l’acqua e l’olio; impastiamo bene finché risulterà liscio e ben amalgamato. Adesso formiamo una pallina, la ungiamo con dell’olio, poi la avvolgiamo nella pellicola, lasciandola riposare per circa 1 ora e mezza.

Dedichiamoci al ripieno: l’uvetta va messa a bagno in acqua tiepida, dopo averla sciacquata (a piacere aggiungi un piccolo bicchierino di Rum). In una terrina capiente mettiamo limone, zucchero di canna, cannella, pinoli, mescolando bene. Sbucciamo e tagliamo le mele a fettine; poi le aggiungiamo alla terrina contenente il limone e lo zucchero, insieme all’uvetta strizzata e mescoliamo il tutto con le mani.

In un padella larga sciogliamo il burro, per aggiungere poi il pane grattugiato, così da tostarlo per alcuni minuti, girando con una paletta, fino a quando avrà assunto un bel colore dorato. Quando sarà raffreddato lo aggiungeremo alle mele.

Copriamo il piano di lavoro con un canovaccio e lo spolverizziamo con un po’ di farina. Disponiamo al centro la pallina di impasto e la stendiamo con il matterello, formando un rettangolo. Adesso ungiamo la superficie con un po’ di olio, in questo modo la pasta sarà più elastica durante la stesura. Con molta delicatezza, prendiamo i lembi esterni di impasto e, usando prima i polpastrelli e poi il dorso delle mani, li allarghiamo. Poi ci occupiamo anche della parte centrale, sempre tenendo le mani a coppetta rovesciata. Procediamo fino ad ottenere un rettangolo sottilissimo.

Una volta stesa la pasta, prendiamo un po’ di ripieno alla volta compattandolo sul lato più corto, lasciando spazio dal bordo. Spennelliamo un po’ di burro fuso sulla superficie vuota e poi rotoliamo lo strudel su se stesso, cercando di chiudere bene le mele al suo interno. Tagliamo via le eventuali parti di pasta in eccesso e rincalziamo bene il resto. Spennelliamo il nostro vortice con del burro fuso o un uovo leggermente sbattuto, poi procediamo alla cottura in forno statico a 190°C per 35/40 minuti, fino a doratura. 

Versione con Pasta frolla:

  • 1 Uovo intero+1 tuorlo
  • Farina 00 300gr
  • Lievito un cucchiaino
  • Zucchero di canna 100gr
  • Burro 100gr
  • Scorza di limone grattugiata

Setacciamo farina e lievito, mescolandoli poi con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Disponiamo il tutto a fontana, facendo un buchetto al centro, dove andiamo ad aggiungere burro freddo a pezzetti e le uova, sbattendole leggermente. Amalgamiamo il tutto e impastiamo, lavorando il meno possibile, finché non sarà diventato liscio ed omogeneo. 

Per procedere nella preparazione, possiamo seguire il procedimento della ricetta nella precedente versione: prepariamo la farcia, la disponiamo e chiudiamo il rotolo; spennelliamo con burro o uovo e cuociamo in forno a 180°C per circa 35’. 

Lo possiamo servire accompagnato da salsa alla vaniglia o in alternativa crema pasticciera, panna montata, gelato alla crema, alla cannella o fiordilatte; con, infine, una spolverata di zucchero a velo.

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4 thoughts on “Il caldo abbraccio di un Apfelstrudel”

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