È un attitudine che credo sia molto importante in generale, lo è ancora di più in famiglia, quando si va in vacanza e si devono condividere spazi e tempi che non sono più solo i nostri.

Nelle mie diverse trasferte familiari, in diverse momenti della vita da quando Emanuele aveva pochi mesi fino ad oggi quasi 4 anni c’è stato questo spirito perché non abbiamo mai fatto vacanze solo nostre ma con nonni e zii.

Tutto deve per lo meno somigliarti perché funzioni.

Quest’ultima vacanza terminata proprio nel giorno di ferragosto mi ha dato molte soddisfazioni, Emanuele ha legato tantissimo con suo cugino più grande.

Mattia ha nove anni, sono entrambi figli unici perciò è stato come se per questo periodo avessero vissuto da fratelli con i pro e i contro del caso.

Uno molto timido e introverso, l’altro sempre in movimento sempre energico su tutto.

Tutto questo sotto gli occhi nostri e dei nonni che non vivono con loro la quotidianità, perciò a volte succedeva che le nostre visioni della situazione fossero divergenti.

Ad esempio perché non mangia? Deve mangiare, si è svegliato più tardi…
Ma magari non è abituato, non sente lo stesso sapore.

Dopo tutto questo posso dire che comunque è andata bene perché siamo usciti tutti insieme, abbiamo condiviso risate sorrisi, esperienze che i bambini e anche noi ricorderemo.

Ogni famiglia si fonda e forma a modo suo e va bene così.

Sono sulla nave che mi sta riportando a Cagliari è torno a casa con un bimbo un pò più grande e con la consapevolezza di far crescere la mia famiglia nel modo migliore possibile.

Ps: Dopo queste vacanze in famiglia, sono pronta a fare anche un pò di mare.

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6 thoughts on “Spirito di adattamento”

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