Quando capisci che non sei sola, che le tue sensazioni, paure ed emozioni sono condivise, e condivisibili, nasce un’amicizia che non è statica, ma si nutre del confronto fra persone.
Questo è lo spirito, la linfa che ha fatto nascere e crescere “Disabilità Indipendenza Maternità DISABILMENTEMAMME”.
“Disabilmentemamme” è nata come una chat su whatsapp da un’idea, un’intuizione di Antonella Tarantino, che poi crescendo di numero è approdata sul web e sui social.

Ne avevamo già parlato nella nostra prima intervista per ExtraWonders, dove ci siamo raccontate come donne e come mamme, e che potete trovare a questo link.

Dalla stessa intervista poi è nata la nostra collaborazione per il magazine e ora ci occupiamo anche della sezione ExtraAbilità.

Il racconto di Margherita Rastiello, socia fondatrice di Disabilmentemamme

Personalmente questa esperienza mi ha dato e mi da tanto ogni giorno: come mamma, come donna e infine come persona disabile, perché il confronto con altre donne anche sulla stessa disabilità/patologia, apre a pensieri e riflessioni che da sola non avrei forse avuto.
Da poco siamo diventate un’associazione: questo grande passo in avanti, benché mi inorgoglisca, rappresentando anche una grande responsabilità verso chi ci segue, e chi ci seguirà, mi fa sentire spesso non essere pronta verso le richieste che oggi ci arrivano. I pensieri sono tanti, l’unica mia risposta a tutto questo può essere solo la mia disponibilità verso tutti: come ho sempre fatto finora con le mie amiche e colleghe di Disabilmentemamme, lo stesso criterio lo metterò in pratica verso la nostra associazione. Che io interagisca come una mamma o come rappresentante di un’istituzione, rimarrò sempre la stessa persona con cui confidarsi e confrontarsi.

(Margherita Rastiello)

L’amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un’altra: “Cosa? Anche tu? Credevo di essere solo io.” (C.S. Lewis)

Il racconto di Samanta Crespi, socia fondatrice di Disabilmentemamme

Prima di diventare una “disabilmentemamma” ero solo una “mamma incinta e disabile”: mi sentivo sola, spaventata, credevo di essere l’unica a percorrere quel sentiero bellissimo ma un po’ accidentato che è la maternità con una disabilità.

Il caso, o il destino, (il caso non esiste, direbbe il maestro Ugwey del film DreamWorks “Kung Fu Panda”) ha voluto che incontrassi Antonella Tarantino grazie ad un post tra tantissimi altri su Facebook, e da lì è nata l’idea di aiutarsi ed aiutare, poi è venuto tutto quello che è stato, ed è, disabilmentemamme ora.

Il post di Antonella Tarantino su un gruppo Facebook che segna l’inizio di tutto. Da questo post poi è nata Disabilmentemamme

Come Margherita scrive, la paura un po’ c’è, ora che la realtà dell’associazione si sta concretizzando, quel senso di responsabilità che ti porta a dire: “ce la farò ad essere all’altezza, potrò davvero aiutare qualcuno/a, riuscirò a fare la differenza?”.

Faccio spesso questi pensieri, soffro un po’ di senso di inadeguatezza, ma poi mi ricordo da dove siamo partite e dove siamo arrivate e mi concentro non più solo sul mio vissuto di donna e mamma disabile, ma anche su quante persone abbiamo potuto aiutare in questi anni. Persone, donne e mamme con disabilità che probabilmente c’erano anche prima, solo che non sapevano o non osavano chiedere, parlare, condividere.

Con le altre donne e amiche che fanno parte di disabilmentemamme ho imparato a dire, dire davvero, chiedere aiuto, parlare delle difficoltà di donna e di mamma con disabilità.

Prima non lo facevo così spesso, mi vergognavo, avevo paura del giudizio, o peggio di essere compatita o fraintesa (ricordiamoci che la discriminazione verso i disabili e le donne disabili nel nostro paese è sempre presente, anche inconsapevolmente), per cui anche io adesso parlo di me, di cosa vuol dire essere madre e disabile insieme, non faccio più finta che vada tutto bene o che tutto funzioni solo per paura di non essere compresa o peggio finire in quel calderone che è l’ideale della “maternità perfetta”, o “della performance”. Il motivo scatenante che mi ha unito ad Antonella Tarantino a mia amica, nonché presidentessa di “disabilmentemamme” è stata la discriminazione medica e la violenza ostetrica che ho subito in gravidanza, ma non è più solo questo.

Il mio desiderio di trovare una risposta, denunciare le violenze e istituire un percorso medico e di cura più giusto e consapevole per le donne con disabilità e future madri con disabilità, si è fatto più grande, e non riguarda più solo me, ma tutte.

Mi piacerebbe che sempre più donne possano sentirsi pienamente rispettate e riconosciute, trovando nell’associazione “disabilmentemamme” un luogo sicuro, un posto dove essere capite, ascoltate e comprese pienamente nei propri diritti, perché la battaglia di una di noi, non è mai quella di una sola persona, ma di tutte.

(Samanta Crespi)

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13 thoughts on “Da amicizia ad associazione: nasce Disabilmentemamme”

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